Come migliorare l’igiene di una cantina

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Come migliorare l’igiene di una cantina

30 giu 2016

Rivestimenti in POLIMERI: come migliorare l’igiene di una cantina con le proposte Flowcrete.

Sono pochi i prodotti che hanno bisogno di attenzioni particolari per la loro conservazione e tra questi sicuramente il vino, perché se da un lato è vero che migliora con l’invecchiamento, dall’altro canto però si deteriora facilmente, questo fa capire quanto sia importante considerare i rischi che si corrono con la contaminazione microbiologica e quali siano , al contrario, i benefici di una prevenzione efficace soprattutto in questo caso particolare.

La scelta del tipo di pavimento in una cantina è un passo molto importante proprio per ridurre al minimo i rischi di contaminazione e, un pavimento giusto, non solo è in grado di aiutare a mantenere alto il livello di igiene, ma aiuta anche il processo di conservazione e la cura del vino stesso.

Quali sono i rischi da contaminazione?

I batteri hanno sicuramente un ruolo naturale ed importante nel processo di vinificazione, influenzando il sapore e l’aroma per esempio, ma possono anche avere effetti poco graditi e irreversibili se non sono, per cosi dire, i batteri giusti.

I batteri che si formano in tutta la cantina durante la fermentazione (oenococchi) possono causare instabilità biologica nel vino (questo non è un problema sanitario della profilassi igienica per chi lavora in quegli ambienti ma piuttosto qualitativo del vino stesso). Questo tipo di batteri si possono trovare e riprodursi nell'ambiente e si possono di conseguenza trasmettere nel vino stesso.

Quindi, è fondamentale che sia eseguita con la massima scrupolosità, il lavaggio con normali detergenti a base alcalina o a base di cloro o lavaggi con lancia ad acqua ad alte temperature

Un’altra problematica sono la formazione di muffe, perché producono tossine che possono dare anche esse problemi al vino.

Le muffe si formano nei locali dove è più alta l'umidità relativa e quindi nei locali di lavorazione dove, normalmente si fanno numerosi lavaggi e dove ci sono masse consistenti di vino refrigerato con problemi di condensa.

Quindi una buona sanificazione degli ambienti è fondamentale per eliminare batteri e muffe.

Un ambiente poco igienico è causa di diversi problemi come la prolificazione di batteri e il conseguente deterioramento dei prodotti con cui vengono a contatto. In uno studio recente fatto su 8 cantine americane, è stato evidenziato che i pavimenti e le zone di drenaggio sono stati identificati come i luoghi a maggior rischio di contaminazione, dove si sono trovate le massime concentrazioni di batteri con le conseguenti problematiche e danni a carico del vino.

Se il pavimento risulta sporco è indiscutibile pensare che ci siano i presupposti per la prolificazione di batteri e ai danni conseguenti, pertanto è fondamentale che in una cantina la massima priorità vada all’igiene, anche e soprattutto per preservare la qualità del vino.

La scelta del tipo di pavimento impatta sul fattore pulizia in quanto è direttamente proporzionale alla possibile prolificazione dei batteri, molte cantine usano pavimenti industriali in calcestruzzo, che essendo porosi possono deteriorarsi facilmente se non ricevono un’accurata manutenzione, se viene compromessa la superficie questa diventa facilmente ricettacolo di germi e batteri, e purtroppo anche le normali procedure di pulizia risultano inutili.

Il pavimento di una cantina è sottoposto a diversi attacchi, per cosi dire, che vanno dal passaggio di macchine pesanti, allo spostamento di barili, nonché agli effetti corrosivi degli acidi del vino e, non ultimo l’umidità richiesta in questo ambiente particolare, tutte queste sfide possono causare la rottura o imperfezioni se il pavimento non è abbastanza resistente per sopportarle.

Come si può ridurre il rischio di contaminazioni con un pavimento Polimero

Uno strato di Polimero crea una copertura non porosa e senza giunture, in questo modo si risolvono i problemi potenziali di rottura tipici di un pavimento Concrete perché viene creata una barriera più solida in grado di reggere agli stress che deve affrontare senza avere i cedimenti tipici dell’altro materiale.

La struttura più solida di un pavimento in Polimero elimina anche il rischio della proliferazione dei batteri che si accumulano nelle crepe e rotture, nonché nei pori tipici di un pavimento industriali in calcestruzzo..

Se poi ad uno strato di Polimero si combina un efficace processo di igienizzazione, si potranno eliminare facilmente la maggior pare degli agenti patogeni, riducendo cosi al minimo i rischi di danno e contaminazione all’interno dell’ambiente enoteca.

Altre caratteristiche di pavimenti Polimeri

Sicuramente una delle caratteristiche migliori è la durata, che può arrivare a 25 anni con una corretta manutenzione, dando cosi all’operatore un notevole risparmio sui costi a lungo termine e, unito al valore aggiunto dal punto di vista igienico.

L’ulteriore vantaggio di una superficie in Polimero in una cantina è poter ridurre il rischio di cadute, trattandosi del tipico ambiente di lavoro scivoloso, è infatti possibile aggiungere ulteriormente una finitura antiscivolo per limitare il pericolo di scivoloni a chi ci lavora oppure ai visitatori.

Si possono usare diversi aggregati e finiture per migliorare questo aspetto, ma va tenuto presente che se si usa un aggregato troppo forte, si rischia di avere una superficie difficile da pulire, pertanto se è richiesta sia la capacità anti scivolo che l’igiene, bisogna valutare a quale delle due dare la priorità, prima di confermare il tipo di pavimento scelto.

La luce è anche un elemento fondamentale quando si tratta di conservazione del vino, perché sia una luce diretta che troppo forte, possono reagire con il vino e rovinarne il sapore.

Un pavimento in Polimero ha una superficie riflettente e questa sua caratteristica fa si che la stanza abbia bisogno di meno illuminazione, aiutando cosi a diminuire l’intensità della luce, a produrre meno calore e, non ultimo a far risparmiare energia elettrica.

Soluzioni disponibili

Esistono due tipi particolari di Polimeri ideali per l’applicazione diretta sulle superficie di pavimenti nelle cantine, entrambe sono resine che, mescolate ad un agente di protezione, si induriscono, ciascuna di esse ha una caratteristica propria che va tenuta in considerazione prima di decidere sul tipo di implementazione da attuare.

Il primo tipo: resina Epossidica, è una scelta comune che viene fatta nelle aziende di produzione ,per zone in cui non si ha il processo di manutenzione di alimenti, questo perché è un tipo di superficie che offre un livello alto di resistenza agli acidi organici e, difficilmente soggetto a corrosione rispetto ad altri tipi di pavimenti.

Bisogna però tener presente che gli Epossidici e i metacrilati hanno una limitata resistenza a shock termici e quindi soggetti a crepe o de-scolamento in cantine dove sono necessarie operazioni stagionali di pulizia con il vapore o lavaggi ad alta pressione.

Il secondo tipo di Polimero è il Poliuretano cemento che offre prestazioni migliorative rispetto agli epossidici.

La maggior parte dei materiali in poliuretano cemento, sono caratterizzati da calce che combinano cemento a tecnologie con base acquosa e creano una densità molto incrociata rendendo questo materiale forte e resistente ad attacchi chimici ma anche meccanici.

Il periodo di asciugatura è anche più veloce, si parla di 5-12 ore contro un tempo doppio per gli Epossidici.

Anche il fattore tempo va tenuto in considerazione se si ha la necessità di spostare barili o spostare taniche, e quindi avere tempi morti limitati, la soluzione in poliuretano cemento è da preferire a quella in resine epossidiche se il pavimento è spesso umido o bagnato perchè il sistema ha anche caratteristiche di traspirabilità.

Ogni cantina ha caratteristiche diverse dall’altra, per questo diventa importante cercare di individuare i requisiti giusti necessari prima di decidere la finitura del pavimento, è importante parlarne con il vostro fornitore di fiducia e valutare insieme quale è la soluzione migliore.

Poliuretano cemento con Antimicrobico Polygene

Polygiene e' una societa' svedese di Malmoe specializzata nella produzione di una tecnologia ecosostenibile naturale basata sugli ioni d' argento, un antibatterico che interrompe la trasmissione di malattie, eliminando i microbi a contatto su materiali di natura diversa tra cui il poliuretano cemento (pu) di cui si allega presentazione societaria ( Polygiene paint and coating 2015).

Polygiene in partner con Flowcrete ha studiato e formulato in esclusiva un antibatterico idoneo per la linea in poliuretano cemento di flowcrete e denominata Flowfresh , di cui si allega slide di presentazione (Flowfresh presentation).

Il polygiene e' una formulazione antibatterica che all' interno del formulato, una volta applicato e indurito si disperde su tutta la massa dei prodotti della linea Flowfresh HF/RT/MF e che rende quindi duratura nel tempo l' efficacia del sistema (si allega certificato di durabilita' Polygiene durability ) .

L' antibatterico riduce la formazione di batteri sulla pavimentazione del 99% come da numerose certificazioni descritte nelle slide di presentazione , tra cui si allega copia del test antimicrobico eseguito dall' universita' degli studi di Milano reparto di microbiologia e una copia del test utilizzato per la prova (Polygiene GC100 approvals 2015)

Lontano dall’ambiente cantina

Quando si pensa alle soluzioni disponibili per la pavimentazione è normale anche pensare a come adattarle ad aree diverse, come per esempio la zona di degustazione, la parte dedicata ai visitatori, le aeree per l’imbottigliamento e cosi via, se la vostra necessità è anche rivolta all’estetica, vi facciamo presente che i polimeri sono disponibili in una vasta gamma di colori e superfici riflettenti adatte per ogni parte dell’edificio.

Flowcrete vi offre la soluzione migliore e invia un pacchetto con tutti i requisiti richiesti per l’attuazione del vs progetto utilizzando un solo fornitore.

Attività antimicrobica dopo 60 cicli di lavaggio

Lo schema mostra uno studio fatto dalla Japanese Industrial Standard Z28:2000 che misura la sopravvivenza di cellule batteriche su superfici con Poliuretano trattato con Polygene ® e le mette a confronto con poliuretano concrete senza additivo antimicrobico e, un polipropilene non trattato

Arco di tempo considerato: 0 ore-12 ore -24 ore

Dopo 24 ore il Poliuretano trattato con Polygene ® è ancora efficace

Consiglio

Il flooring con la resina dovrebbe essere graduale verso la presa di drenaggio, questo per evitare situazioni di acqua stagnante.

Vantaggi per l’ambiente

Le credenziali ambientali di una enoteca sono importanti sia per l’operatività ma anche per l’immagine e quello che ne consegue a tutta l’organizzazione.

Un vantaggio chiave a livello ambientale che offrono le soluzioni in polimero è il risparmio di acqua nel processo di pulizia, grazie anche alla superficie liscia e facile da pulire che ne richiede meno pur mantenendo un alto livello di igiene.

Il flooring in poliuretano contiene anche un numero di materiali che si rinnovano con rapidità per venire incontro agli standard di costruzione ecologici.

La lunga durata dei pavimenti in polimero li rende anche più sostenibili rispetto ai pavimenti in calcestruzzo, riducendo cosi la necessità di nuovi pavimenti che vuol dire risparmio di tempo, denaro e risorse e non ultimo la riduzione di inquinamento e l’impatto ambientale di una cantina

Questa guida è stata realizzata per dare una panoramica delle scelte disponibili e dei fattori da tenere in considerazione quando si richiede un sistema di pavimentazione in resina per una cantina.

FINE

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